Rum: tipologie e aspetti caratteristici

Il mondo del rum è vasto, variegato e senza particolari linee guida  per la sua produzione. Nell’articolo precedente vi avevo raccontato diverse storie legate a questo distillato che amo particolarmente. In questo nuovo articolo del blog ne scopriremo tutti i dettagli.

I Caraibi: la patria del rum
I Caraibi: la patria del rum

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Per definizione, il rum è un qualsiasi distillato proveniente da succo di canna da zucchero o melassa. Cos’è la melassa? Si tratta dello scarto di produzione dello zucchero di canna.

Una piantagione di canna da zucchero
Una piantagione di canna da zucchero

Una prima distinzione tra le tipologie di rum è quella che viene fatta in base al colore:

  • Chiaro (es. il Bacardi da cocktail)
  • Ambrato
  • Scuro

Il colore dipende dall’invecchiamento in botte e dall’aggiunta di caramello. Tendenzialmente, più il liquido invecchia e più il colore diventa scuro. L’aggiunta di caramello ha invece un duplice scopo: scurire un prodotto poco invecchiato (o schiarirne uno troppo invecchiato) e fornire ulteriore morbidezza al palato. I rum più pregiati subiscono un ulteriore affinamento in botti di sherry: questa tecnica permette di avere un distillato più morbido e con note fruttate.

La seconda importante distinzione è quella che riguarda la base di distillazione dal quale si ottiene:

  • distillazione della melassa
  • distillazione del succo di canna da zucchero.

Dalla distillazione del succo appena spremuto della canna da zucchero si distinguono due tipologie: Agricolo (tipico di Martinica Francese, Guadalupe e Haiti) e Brasiliano (meglio noto come aguardente o caçhaca).

Fino al 1862 il rum era considerato un distillato povero e a buon mercato. È grazie all’intuizione di Don Facundo Bacardì, fondatore dell’omonima distilleria Bacardi a Santiago de Cuba, se questo prodotto ha iniziato ad acquisire pregio. Don Facundo, di cui scriverò più nel dettaglio in un altro articolo, è stato il primo ad  introdurre nel ciclo produttivo la filtrazione a carbone e l’invecchiamento in botte per ammorbidire il gusto pungente dell’alcol.

Il metodo di distillazione più diffuso per la produzione di questo distillato è quello a colonna continua. Ma non è l’unico. Esiste, infatti, anche una tecnica di distillazione tipica della Giamaica che prevede l’utilizzo di un alambicco discontinuo e l’aggiunta di una piccola percentuale del residuo della prima distillazione nelle fasi successive. Questo residuo prende il nome di dunder e prima di essere utilizzato nelle successive distillazioni viene lasciato a macerare per qualche giorno all’aria aperta coperto da foglie di banano. La macerazione conferisce ai rum giamaicani quel tipico sapore fruttato e quel retrogusto dolciastro di banana.

Per ora il nostro viaggio nel mondo di questo distillato finisce qui. Ma non disperate! Nel prossimo articolo scriverò la storia della nascita della seconda tipologia di rum, quello agricolo.

Intanto, vi aspetto sulla pagina Roba da Alcolisti.

 

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