5 dicembre: la fine del proibizionismo

Oggi, 5 dicembre, ricorre l’anniversario della fine del proibizionismo.

Per capire cos’è il proibizionismo bisogna tornare indietro di quasi un secolo.

Il governo degli Stati Uniti d’America, per contrastare l’eccessivo consumo di alcol da parte dei cittadini, il 28 ottobre 1919 emanò il Volstead Act.

Questo decreto legge vietava la produzione, l’importazione, la vendita e il consumo di qualsiasi bevanda alcolica. Il decreto divenne poi il testo portante del XVIII emendamento della Costituzione ed entrò ufficialmente in vigore il 16 gennaio del 1920.

Il testo del XVIII emendamento è il seguente:

“A partire da un anno dopo la ratifica del presente Articolo, e per effetto dello stesso, sono vietati entro i confini degli Stati Uniti la fabbricazione, la vendita e il trasporto – a scopo di consumo – di bevande alcoliche, nonché l’importazione e l’esportazione delle medesime da e per gli Stati Uniti e tutti i territori soggetti alla di loro sovranità.”

Testo del XVIII emendamento
Testo del XVIII emendamento

Il Senatore Andrew Volstead, che promosse la legge, dichiarò all’indomani dell’entrata in vigore: “I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell’inferno si sono chiuse per sempre”.

Il proibizionismo imperò negli Stati Uniti per 13 lunghissimi anni.

Col Blaime Act del 17 Febbraio 1933  veniva ripristinata la possibilità di vendere e consumare bevande leggermente alcoliche come la birra.

Cittadini Americani manifestano contro il proibizionismo
Cittadini Americani manifestano contro il proibizionismo

il 5 dicembre 1933 invece il XXI emendamento aboliva il Volstead Act e poneva definitivamente fine all’epoca del proibizionismo.

L’abolizione del proibizionismo divenne una festa per tutti i cittadini, finalmente liberi di poter consumare le loro bevande alcoliche.

E anche la stampa locale si espresse a favore del XXI Emendamento:

Ma come si dice in questi casi: “fatta la legge, trovato l’inganno”. In questi anni infatti iniziano a nascere le distillerie clandestine, quelle che producevano il famoso Moonshine, nome che identificava il whiskey distillato illegalmente nei boschi o in campagna al chiaro di luna (per evitare di venire scoperti).

Sempre in questi anni si diffondono gli Speakeasy che tanto vanno di moda adesso (uno dei più esclusivi Speakeasy in Italia è il 1930 di Milano, gestito dal solito Flavio Angiolillo).

Gli Speakeasy sono bar segreti in cui si entra solo tramite invito o parola d’ordine e al cui interno era possibile consumare illegalmente bevande alcoliche.

Si pensi che nella sola New York nel 1920 si contavano 32 mila Speakeasy, contro i 15 mila bar ufficiali registrati prima dell’entrata in vigore del proibizionismo.

E infine anche il Long Island Ice Tea è un drink figlio del proibizionismo in quanto grazie al suo colore poteva essere facilmente venduto per thè freddo.

Ma purtroppo il proibizionismo ha avuto anche conseguenze negative. La produzione e vendita di alcol in questi anni passò sotto la gestione della criminalità: è in questi anni che nascono i gangster.

A causa dell’eccessiva domanda e della ridottissima offerta, i prezzi degli alcolici aumentarono vertiginosamente e paradossalmente il divieto di consumare alcolici non fece passare alla gente la voglia di bere.

Al Capone, il più famoso gangster americano, aveva il monopolio del commercio clandestino di alcol nella città di Chicago e nel 1927 il suo patrimonio personale era stimato in 100 milioni di dollari.

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