The Gin Lane e la morte di Madame Geneva

Gin Lane e Beer Street sono una coppia di stampe prodotte nel 1751 dall’artista inglese William Hogarth.

Beer Street & Gin Lane
Beer Street & Gin Lane – William Hogarth (1751)

L’obiettivo delle stampe era quello di influenzare i consumi della popolazione inglese, in una sorta di forma primordiale di pubblicità progresso, mettendo in contrapposizione i devastanti effetti dovuti all’abuso di gin da una parte e il benessere generato dal consumo di birra dall’altra. Ma facciamo un passo indietro.

I FATTI

Re Giacomo II d’Inghilterra viene costretto ad abdicare nel 1688 per via delle sue posizioni filocattoliche. Salgono quindi sul trono sua figlia, la regina Maria Stuart, e suo marito e cugino re Guglielmo III d’Orange Nassau. Re Guglielmo, essendo olandese, deve trovare un modo per farsi amare dal popolo inglese e ci riesce grazie al distillato tipico della sua nazione di provenienza: il Genever.

Tra le popolazioni del  Regno Unito, gli scozzesi e gli irlandesi avevano già la loro bevanda nazionale: il whisky. Gli inglesi avevano la birra ma non era sufficiente. Grazie a Gugliemo III il Genever (che successivamente si evolverà in gin) si lega indissolubilmente con la storia inglese, diventandone il distillato nazionale.

Nel giro di qualche decennio il gin diventerà la bevanda nazionalpopolare degli inglesi: prodotto dal popolo per il popolo (a differenza della birra, i cui produttori provenivano dall’aristocrazia).

LA “GIN CRAZE”

“Gin, maledetto Demonio, pieno di furore, rende la razza umana una preda.

Entra da uno spiffero mortale e sguscia via con la nostra vita.”

Reverendo James Townlay, 1751.

Il consumo di gin nella città di Londra crescerà esponenzialmente di anno in anno fino al 1751 in un’euforia collettiva che verrà definita the gin craze. Fonti storiche riportano che nel 1730 la produzione di gin supererà i 10 milioni di galloni (30 milioni di litri).

In una città agli albori della prima rivoluzione industriale, in cui la nascente classe operaia viveva in condizioni pessime e le aspettative di vita erano bassissime, il gin rappresentava spesso la via più economica per fuggire dalla realtà. Tutti bevevano gin in quegli anni: rappresentava parte del salario degli operai e veniva distribuito anche nella razione quotidiana all’interno delle prigioni.

Ma come era prodotto il gin in quegli anni?

Una ricetta del 1740 della distilleria Beaufoy, James & Co. riporta i seguenti ingredienti:

  • alcol;
  • olio di vetriolo;
  • acqua di rose;
  • olio di mandorle;
  • olio di trementina;
  • acqua di lime;
  • allume;
  • zucchero;
  • carbonato di potassio.

in questa lista di ingredienti, oltre ad esserci elementi improponibili ai giorni d’oggi come l’acido solforico (olio di vetriolo) o l’olio di trementina (solvente per vernici), manca l’elemento distintivo del gin: il ginepro.

Nella Londra intossicata dal consumo di gin, sia il tasso di criminalità che quello di mortalità erano elevatissimi. Basti pensare tra il 1725 e il 1750 la crescita demografica della città risulterà pari a zero, e questo grazie esclusivamente all’aumento del numero di immigrati.

Nel tentativo di limitare il consumo di questo distillato, il governo inglese emanò negli anni una serie di provvedimenti noti come Gin Acts.

THE GIN ACTS

Nei primi provvedimenti (1729, 1733 e 1736), il governo aumentò progressivamente le tasse legate sia al rilascio della licenza per la vendita di gin sia le tasse legate alla produzione, con l’unico risultato di incitare la distillazione illegale e l’evasione delle imposte.

Il più disastroso dei provvedimenti fu quello del 1743 che tagliava il prezzo della licenza per la produzione di gin ad una sterlina ma aumentava le tasse legate alla produzione.

L’obiettivo di questo provvedimento però era semplice: la corona inglese aveva bisogno di liquidità per finanziare le spedizioni militari nel Nuovo Mondo a causa della guerra d’indipendenza delle colonie americane (gli Stati Uniti d’America nasceranno nel 1776). Questo provvedimento portò ad un aumento delle licenze rilasciate e del consumo di gin da parte della popolazione.

La svolta si ebbe con l’ultimo provvedimento, emanato nel 1751. Il governo vietò la vendita di gin al dettaglio, il pagamento di una quota dei salari in gin, la distribuzione di gin all’interno delle prigioni e il recupero dei crediti inferiori ad 1 sterlina da parte dei produttori.

Fu soprattutto l’impossibilità nel recupero dei piccoli crediti a portare i produttori a tagliare definitivamente la vendita di gin alla popolazione, mettendo fine una volta per tutte a quello che può essere considerato come il ventennio più buio della storia di Londra.

The funeral procession of Madame Geneva - 1736
The funeral procession of Madame Geneva – 1736

Oltre alle illustrazioni di William Hogarth, ne esistono tante altre prodotte da artisti del tempo legate al gin, come ad esempio la processione funebre di Madame Geneva del 1736, un’illustrazione satirica che raffigura un corteo funebre legato alla morte di Madame Geneva, che rappresenta il gin, in seguito all’atto emesso dal governo inglese lo stesso anno.

Altre illustrazioni pubblicate nello stesso anno sono The Lamentable Fallen of Madame Geneva e To the Moral Memory of Madame Geneva.

 

The Lamentable Fall of Madame Geneva - 1736
The Lamentable Fall of Madame Geneva – 1736
To The Mortal Memory of Madame Geneva - 1736
To The Mortal Memory of Madame Geneva – 1736

 

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